Di contro la dichiarazione del sig. Vittorio Minasi, presidente dell’ASA, è stata la seguente: «In data 22 aprile 2010 il Consiglio d’amministrazione dell’ASA, riunitosi a Castrovillari, ha stabilito all’unanimità che non organizzerà a Morano né questo anno né nei prossimi anni la Cronoscalata del Pollino. Il tutto è contenuto in un verbale dell’ASA che sarà trasmesso al Comune di Morano». L’Amministrazione comunale ha preso atto di tale determinazione ed ha ringraziato l’ASA per quanto realizzato negli anni precedenti. In merito il sindaco Francesco Di Leone afferma: «Da quanto verificatosi in questi mesi si evince che non c’era, da tempo, una piena volontà da parte dell’ASA di organizzare la Cronoscalata: lo dimostra il fatto che nonostante gli sforzi compiuti dall’Amministrazione comunale di Morano, già il 22 aprile 2010 l’ASA, quindi in data precedente all’incontro del 24 dello stesso mese, si era determinata in tal senso. Riguardo, poi, le dichiarazioni apparse sulla stampa, al fine di tutelare l’immagine del Comune di Morano, la dignità degli Amministratori e l’intera comunità, siamo costretti a trasferire le stesse ad un avvocato che valuterà l’opportunità di costituirsi in sede legale. Negli anni passati si è permesso a tutti, senza regole certe, senza nessun controllo, di gestire il nostro territorio; chiunque ha deciso come, quando e cosa voleva fare nel nostro Comune, in un contesto di totale assenza di governo e di difesa della propria comunità. I risultati sono questi…».
martedì 27 aprile 2010
L'Amministrazione: "A proposito della cronoscalata del Pollino…"
Il 24 aprile scorso si è tenuto a Morano un incontro tra la locale Amministrazione comunale e il Consiglio d’amministrazione dell’ASA di Castrovillari in merito alla cronoscalata del Pollino. A riguardo, il Sindaco Francesco Di Leone ha offerto la più ampia disponibilità per quanto attiene all’organizzazione dell’evento sportivo che si sarebbe dovuto tenere nel mese di luglio in territorio moranese.
venerdì 23 aprile 2010
Il quartetto i “Musici” a San Demetrio Corone.
Nella splendida cornice della Chiesa di San Demetrio Megalomartire di San Demetrio Corone si è svolto domenica 18 aprile il concerto del quartetto i “Musici”.
Il tutto organizzato alla perfezione dall’Associazione Culturale “Centro dell’ Armonia e dei Musici”, che con grande spirito di volontà e con tante iniziative ha saputo regalare momenti di straordinaria commozione con l’ esecuzione dei diversi brani. Per il piccolo centro di San Demetrio Corone è stata un occasione unica per poter godere dal vivo della meravigliosa musica classica che sapientemente fuoriusciva dalle capaci mani dei nostri artisti. Un concerto iniziato senza sfarzi, effetti speciali particolari… senza clamori…alle 19:00 le note morbide e vellutate di Mozart hanno dato vita ad uno spettacolo raffinato ed essenziale al tempo stesso. I nostri artisti hanno suonato ininterrottamente tutti i brani alternandosi tra le varie formazioni, e tra i vari stili, bellissimi anche i Classici Napoletani, melodie semplici e orecchiabili. Il Quartetto era cosi formato: al pianoforte il Maestro Nino De Gaudio, al violino il Maestro Fausto Cozzolino, ai flauti Massimo Lupinacci e Antonella Conforti.
giovedì 15 aprile 2010
CARABINIERE MUORE SUICIDA IMPICCANDOSI IN CASA
Un carabiniere residente a Corigliano e in servizio presso la Stazione di Rossano Scalo, Nicola Molinaro di 43 anni, s'è tolto la vita stamane impiccandosi nella propria abitazione di via Catanzaro, allo Scalo (foto).
A scoprirne il corpo esanime è stata la moglie, Angela Turano di 42 anni, intorno alle 13. Il cadavere, con una corda stretta intorno al collo, era sospeso nel vuoto attaccato alla ringhiera d'una scala interna dell'abitazione, un appartamento che si sviluppa su due piani. La consorte in quel momento rientrava dal lavoro. La signora, incredula e disperata, ha immediatamente allertato i Carabinieri della Compagnia cittadina giunti in forze sul posto dopo appena qualche minuto con alla testa il Capitano Raffaele Ruocco. I militari dell'Arma coriglianese hanno subito avvisato il magistrato di turno presso la Procura di Rossano, che ha inviato presso l'abitazione un medico legale per la constatazione del decesso, ed il comandante della Compagnia di Rossano, il Maggiore Vittorio Bartemucci. Poco dopo sono giunti presso l'abitazione, per i consueti rilievi scientifici del caso, pure i Carabinieri del Reparto Operativo Provinciale i quali hanno fugato ogni pur minimo dubbio che potesse sussistere circa il suicidio del collega di divisa. Nicola Molinaro era di origini pugliesi. Stamane era libero dal servizio. Alcuni vicini di casa lo avevano visto nelle prime ore della mattinata passeggiare per le strade circostanti la stessa abitazione in compagnia del proprio cane, come usava fare di solito quando era libero dal servizio. Nulla dunque poteva lasciar presagire intenti di tipo suicida. Irreprensibile servitore dello Stato, Nicola Molinaro non solo onorava la divisa che indossava. Quanti lo conoscevano, infatti, lo descrivono come un uomo molto tranquillo, esemplare marito e padre. Lascia la moglie ed i loro tre figli, due dei quali adolescenti. Oltre al dolore anche tanta costernazione avvolge dunque la morte del carabiniere tanto tra i rappresentanti dell'Arma di Rossano e di Corigliano che lo stimavano molto come collega, quanto tra i parenti, gli amici ed i conoscenti che aveva nella città dove risiedeva ed aveva creato la propria famiglia.
mercoledì 14 aprile 2010
La maggioranza abbandona la seduta del Consiglio comunale
"Nella penultima seduta del Consiglio comunale, durante la discussione dell’ultimo punto all’ordine del giorno, un consigliere del gruppo Riparti Morano (Fascio & Martello) dal nome Antonio Cosenza, probabilmente accecato dal risentimento dell’ennesima bocciatura elettorale, non avendo argomenti in merito all’oggetto del dibattimento, aggredisce con parole volgari un consigliere di maggioranza, offendendo di riflesso non solo l’intero gruppo ma anche i cittadini che hanno dato fiducia a questa amministrazione.
La parola etica in questo consiglio è stata usata molto dalle opposizioni, un uso tanto sproporzionato, segnato da palesi ipocrisie, che nella seduta del 1° aprile, le minoranze, tutte indistintamente, non hanno resistito alla tentazione di buttare a mare la parola stessa…….hanno cestinato il suo significato, affossando la discussione sul fondamento etico della politica, come chiacchiera. Abbiamo assistito, a provocazioni sistematiche fondate su pretesti su ogni punto all’ordine del giorno, propagande politiche, tutti uniti ed ancora emozionati a ricordarci….. anche sotto fora di avvertimenti subdoli, che la Regione è di centro – destra. Hanno già dimenticato il recente passato, hanno dimenticato i comizi velenosi per le amministrative 2009. Come si giustificano all’elettorato il De Bartolo ed il Bloise, rispettivamente ex sindaco e ex vicesindaco, nel presentare emendamenti congiunti, coalizzarsi e difendersi in Consiglio Comunale. Come si giustifica il consigliere Guaragna con il suo partito, a vocazione maggioritaria e di centro sinistra, che sul progetto “ Scuola accogliente” si astiene dal voto, ma firma a prescindere tutte le proposte con il centro destra…. Evidentemente c’è una profonda confusione sui principi ispiratori. Morano come l’Italia soffre una profonda crisi della politica, dove i partiti si sono trasformati in macchine di potere e di clientela, ormai privi di conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, oramai senza idee, ideali, e sentimenti e con passione civile zero. Il prof. Cosenza deve studiare cosa significa l’espressione “ dignità umana”, forse non sa che il riconoscimento della dignità costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”. Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo del 10 dicembre 1948. Deve prendere coscienza delle diversità caratteriali delle persone che ne costituiscono la dignità. Con le sue affermazioni nega il rispetto per l’individualità, la libertà, la responsabilità, la razionalità, ma cosa più grave, non conosce che la dignità della persona umana va rispettata anche quando le capacità intellettive e volitive sono gravemente colpite nella loro funzionalità. Ne consegue che ogni persona va sempre rispettata ed accettata anche nell’apparente diversità della propria vita. Ledere la dignità di una persona, caro prof. Cosenza non può essere giustificato, da una proposta di consiglio foglia di fico e irresponsabile sul bilancio". Gruppo consiliare dell'Olmo
"Riguardo agli eventi che si sono verificati nell’ultimo consiglio comunale ci corre l’obbligo di fare alcune considerazioni, che possano fare chiarezza ai cittadini moranesi. L’azione simbolica di abbandonare l’aula del consiglio da parte del gruppo l’Olmo era un’azione dovuta di solidarietà verso il consigliere Iazzolino, dopo essere stato oggetto di parole offensive, parole che anche se in forma allegorica, proprio perché dette in un civico consesso sono gravissime e lesive della dignità della persona, e rimangono degne di chi le ha pronunciate. Parole offensive ed atteggiamento, questo sì, di non rispetto verso il consiglio tutto, e verso la persona. Parole che nelle comunicazioni giornalistiche fatte dalla minoranza sono state omesse per raccontare le solite mistificazioni sul quale l’opposizione costruisce la sua azione politica, priva di reali contenuti e solo finalizzata a costruire un clima di tensione strumentale, per non accettare le azioni positive di governo di questa maggioranza. Parole offensive ed atteggiamenti intrisi di minacce sventolando la continua intenzione di far ricorso alla magistratura o alla corte dei conti per presunte illegalità nell’azione amministrativa. Sarebbe opportuno, da parte della minoranza che i toni e le affermazioni offensive, per il rispetto e la dignità di tutti i consiglieri, vengano riportati nel solco della decenza e della sana competitività politica di un paese civile e non di scontro fine a se stesso per delegittimare agli occhi dei moranesi questo consiglio comunale e questa maggioranza. Sono questi le questioni che abbiamo voluto sottolineare con l’azione dell’abbandono dell’aula, e non come va sostenendo la minoranza, che non c’era la volontà di arrivare al voto della loro proposta di abbassare la Tarsu ala 20%, volontà che durante la discussione è stata ampliamente espressa dalla maggioranza e ne sono stati spiegati i motivi politici e tecnici, con la riduzione del 10% e l’intenzione di aumentare questa percentuale negli anni successivi. Ma la verità è che la responsabilità del clima di scontro in consiglio è stata tutta della minoranza, minoranza da cui ci saremmo aspettati un distinguo, con una presa di distanza verso quello parole offensive, invece di soffiare sul fuoco e fare sceneggiate su ipotetiche aggressioni ed intervento dei carabinieri, soprattutto da parte di quei componenti che fuori dal consiglio ci chiedono alleanze politiche elettoralistiche, e invece in questo consiglio si fanno portare al laccio dalla componente ostruzionista e chiaramente schierata a destra. Tutto ciò non è un bel operare e soprattutto non è un operare nell’interesse della collettività moranese, ci si aspetta che la minoranza faccia il suo lavoro di opposizione nel solco di un rapporto costruttivo. Noi maggioranza abbiamo l’obbligo ed il dovere di governare, non temiamo minacce di isolamento politico o di continuo ricorso alla magistratura, perché il nostro lavoro è trasparente e legittimo, rivolto tutto nell’interesse della collettività moranese".
martedì 13 aprile 2010
Sfida fra i fratelli
Stasera sfida fra i fratelli Milito originari della Calabria. Terranova di Sibari dove vivono i nonni tifa per Diego
I due fratelli a San Siro si sfideranno nella semifiale di Champions.
Stasera a San Siro i due fratelli l'uno contro l'altro per la semifinale di Champions. Il sindaco di Terranova di Sibari di cui sono originari: ''Spero vinca l'Inter, sono juventino ma prima di tutto sono per l'Italia''. E sull'attaccante nerazzurro: ''Verrà presto a trovarci''
Sarà una sfida tutta in famiglia quella di stasera a San Siro. I due fratelli Milito, Diego, attaccante dell'Inter, e Gabriel, difensore del Barcellona, si troveranno in campo l'uno contro l'altro per la semifinale di Champions.
Eugenio Veltri, il sindaco di Terranova di Sibari (Cosenza), la cittadina calabrese di cui sono originari i nonni dei due fratelli del pallone, non ha dubbi: ''Tiferò per Diego, sono juventino ma prima di tutto sono italiano - racconta a Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos - Guarderò la partita in tv e farò il tifo per l'Inter''.
Orgoglioso di essere il sindaco della città d'origine dell'attaccante, Veltri ha invitato qualche tempo fa Milito e il presidente dell'Inter Massimo Moratti a visitare Terranova di Sibari. ''Moratti non mi ha ancora risposto. Diego invece era felicissimo - racconta - ho parlato con lui e mi ha assicurato che verrà. Deciderà lui però quando perché ora è troppo impegnato''.
''Non abbiamo ancora pensato a cosa organizzeremo per l'occasione - aggiunge - ma penso che quando verrà a conoscere la città gli conferiremo la cittadinanza onoraria di Terranova di Sibari''. In questa cittadina calabrese sono nati e hanno vissuto i nonni di Diego e Gabriel prima di decidere di emigrare in Argentina. ''Milito - spiega Veltri - ha sempre saputo di avere origini calabresi. Qui tra l'altro - conclude - vivono ancora alcuni suoi cugini''.
www.calabriaonline.com
I due fratelli a San Siro si sfideranno nella semifiale di Champions.
Sarà una sfida tutta in famiglia quella di stasera a San Siro. I due fratelli Milito, Diego, attaccante dell'Inter, e Gabriel, difensore del Barcellona, si troveranno in campo l'uno contro l'altro per la semifinale di Champions.
Eugenio Veltri, il sindaco di Terranova di Sibari (Cosenza), la cittadina calabrese di cui sono originari i nonni dei due fratelli del pallone, non ha dubbi: ''Tiferò per Diego, sono juventino ma prima di tutto sono italiano - racconta a Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos - Guarderò la partita in tv e farò il tifo per l'Inter''.
Orgoglioso di essere il sindaco della città d'origine dell'attaccante, Veltri ha invitato qualche tempo fa Milito e il presidente dell'Inter Massimo Moratti a visitare Terranova di Sibari. ''Moratti non mi ha ancora risposto. Diego invece era felicissimo - racconta - ho parlato con lui e mi ha assicurato che verrà. Deciderà lui però quando perché ora è troppo impegnato''.
''Non abbiamo ancora pensato a cosa organizzeremo per l'occasione - aggiunge - ma penso che quando verrà a conoscere la città gli conferiremo la cittadinanza onoraria di Terranova di Sibari''. In questa cittadina calabrese sono nati e hanno vissuto i nonni di Diego e Gabriel prima di decidere di emigrare in Argentina. ''Milito - spiega Veltri - ha sempre saputo di avere origini calabresi. Qui tra l'altro - conclude - vivono ancora alcuni suoi cugini''.
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giovedì 8 aprile 2010
Una nuova Chiesa sorgerà a Sibari sullo Ionio cosentino. Inizio dei lavori domenica 11 aprile
Presenti il vescovo Bertolone e i parroci Faillace e Longobardi
Una nuova chiesa per Sibari.
La posa della prima pietra dell'edificio di culto e' in programma nella mattinata di domenica 11 aprile, nell'ambito di una solenne manifestazione (con inizio fissato alle 10.30) che vedra' la celebrazione di una santa messa (alle 11), officiata dal vescovo, monsignor Vincenzo Bertolone, e dai parroci di Sibari centro e Lattughelle, rispettivamente don Francesco Faillace e padre Lazzaro Longobardi. Parteciperanno all'evento il vicario diocesano generale, monsignor Francesco Oliva; il sindaco Gianluca Gallo, le autorita' religiose, civili e militari.
"Portando a compimento un percorso intrapreso dal mio venerato predecessore, monsignor Domenico Graziani", spiega monsignor Bertolone, "siamo riusciti a dare concretezza al sogno di dotare il centro urbano sibarita di una chiesa finalmente adatta, anche strutturalmente, alle esigenze di culto della popolazione locale, ormai cresciuta a tal punto, pure nella fede, da rendere necessario un investimento in tal senso".
Il nascituro centro interparrocchiale sorgera' nei pressi della Caserma dei Carabinieri, su un'area dell'estensione di circa 5.000 metri quadrati. L'edificio, in conformita' ai parametri indicati dal Servizio nazionale per l'edilizia di culto della Conferenza episcopale italiana, si comporra' della chiesa (con l'aula liturgica, la sacrestia, l'ufficio del parroco e i vani accessori), della casa canonica e dei locali di ministero pastorale, comprendenti le aule per la catechesi e il salone parrocchiale. "L'auspicio - conclude monsignor Bertolone - e' che la nuova chiesa possa divenire la casa non solo dei sibariti, ma di tutti gli innamorati del Signore. Un luogo di preghiera e di incontro, di formazione e di crescita, di unita' e speranza, pietra sulla quale costruire una comunita' di cristiani saldamente radicati nella fede in Cristo".
Agi
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La posa della prima pietra dell'edificio di culto e' in programma nella mattinata di domenica 11 aprile, nell'ambito di una solenne manifestazione (con inizio fissato alle 10.30) che vedra' la celebrazione di una santa messa (alle 11), officiata dal vescovo, monsignor Vincenzo Bertolone, e dai parroci di Sibari centro e Lattughelle, rispettivamente don Francesco Faillace e padre Lazzaro Longobardi. Parteciperanno all'evento il vicario diocesano generale, monsignor Francesco Oliva; il sindaco Gianluca Gallo, le autorita' religiose, civili e militari.
"Portando a compimento un percorso intrapreso dal mio venerato predecessore, monsignor Domenico Graziani", spiega monsignor Bertolone, "siamo riusciti a dare concretezza al sogno di dotare il centro urbano sibarita di una chiesa finalmente adatta, anche strutturalmente, alle esigenze di culto della popolazione locale, ormai cresciuta a tal punto, pure nella fede, da rendere necessario un investimento in tal senso".
Il nascituro centro interparrocchiale sorgera' nei pressi della Caserma dei Carabinieri, su un'area dell'estensione di circa 5.000 metri quadrati. L'edificio, in conformita' ai parametri indicati dal Servizio nazionale per l'edilizia di culto della Conferenza episcopale italiana, si comporra' della chiesa (con l'aula liturgica, la sacrestia, l'ufficio del parroco e i vani accessori), della casa canonica e dei locali di ministero pastorale, comprendenti le aule per la catechesi e il salone parrocchiale. "L'auspicio - conclude monsignor Bertolone - e' che la nuova chiesa possa divenire la casa non solo dei sibariti, ma di tutti gli innamorati del Signore. Un luogo di preghiera e di incontro, di formazione e di crescita, di unita' e speranza, pietra sulla quale costruire una comunita' di cristiani saldamente radicati nella fede in Cristo".
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Il Sindaco Blaiotta sconcertato per l'omicidio di martedì sera.
“Il crimine che si è consumato nel territorio di Castrovillari martedì scorso, con l’uccisione di un agricoltore, ha lasciato interdetti la comunità locale ed il sindaco ha esternato il suo cordoglio alla famiglia per l’evento luttuoso e auspica che le Forze dell’Ordine e la Magistratura facciano luce sull’intera vicenda e consegnino alla giustizia gli esecutori ed i mandanti. L’amministrazione comunale continua a tenere alto il livello di guardia ed a promuovere, con l’ausilio di tutte le istituzioni, partendo dalla scuola, una cultura della legalità che sia il presupposto di una ordinata vita civile nel rispetto della libertà di tutti e della sicurezza“.
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mercoledì 7 aprile 2010
Freddato a colpi di fucile un uomo incensurato a Castrovillari.
Gl'investigatori indagano fra amici e parenti di Biagio Stabile
Biagio Stabile, un contadino di 55 anni, è stato ucciso nella sua abitazione a Castrovillari.
Nella sparatoria è rimasta ferita anche la moglie, Maddalena Armentano, di 56 anni. La donna è stata raggiunta da un proiettile ad una gamba ed è stata portata nell'ospedale di Castrovillari.
Le sue condizioni non destano preoccupazioni. Il gruppo di fuoco, composto pare da quattro persone, è poi fuggito su un'auto che è stata date alle fiamme. Sul posto i carabinieri che indagano sull'agguato.
Secondo le prime indagini, il movente, probabilmente, è da ricercare in questioni personali.
Stabile, infatti, era incensurato e non risulta avesse contatti con ambienti della criminalità organizzata. Gli investigatori hanno già iniziato a sentire parenti e amici per ricostruire gli ultimi giorni di vita dell'uomo e accertare se possa avere avuto dei contrasti con qualcuno.
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Nella sparatoria è rimasta ferita anche la moglie, Maddalena Armentano, di 56 anni. La donna è stata raggiunta da un proiettile ad una gamba ed è stata portata nell'ospedale di Castrovillari.
Le sue condizioni non destano preoccupazioni. Il gruppo di fuoco, composto pare da quattro persone, è poi fuggito su un'auto che è stata date alle fiamme. Sul posto i carabinieri che indagano sull'agguato.
Secondo le prime indagini, il movente, probabilmente, è da ricercare in questioni personali.
Stabile, infatti, era incensurato e non risulta avesse contatti con ambienti della criminalità organizzata. Gli investigatori hanno già iniziato a sentire parenti e amici per ricostruire gli ultimi giorni di vita dell'uomo e accertare se possa avere avuto dei contrasti con qualcuno.
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martedì 6 aprile 2010
Caos nel Pd
Caos nel Pd: chi grida “basta al dualismo” dopo la sconfitta resta inascoltato.
La resa dei “magri” conti. Il Partito Democratico di Corigliano uscito sonoramente sconfitto dalle urne regionali si lecca le ferite. E’ il risultato del “combattimento” soprattutto interno che nonostante i duri colpi elettorali continua nelle stanze di via Nazionale. Con un dato certo già “sul piatto”: le dimissioni della segreteria presieduta dal consigliere comunale Leonardo Antonio Zangaro.
La resa dei “magri” conti. Il Partito Democratico di Corigliano uscito sonoramente sconfitto dalle urne regionali si lecca le ferite. E’ il risultato del “combattimento” soprattutto interno che nonostante i duri colpi elettorali continua nelle stanze di via Nazionale. Con un dato certo già “sul piatto”: le dimissioni della segreteria presieduta dal consigliere comunale Leonardo Antonio Zangaro.
Il direttivo cittadino tornerà a riunirsi giovedì con l’obiettivo di analizzare la sconfitta e decidere il percorso da intraprendere per traghettare il partito fino all’imminente congresso. Si rivela inutile il grido “basta” già lanciato dal consigliere comunale Pino Le Fosse (foto) contro il mai sopito dualismo interno tra l’ex consigliere regionale Franco Pacenza e l’ex sindaco Giovanni Battista Genova, entrambi direttamente scesi in partita alle regionali ed entrambi usciti dal campo con le ossa rotte. I quali, di nuovo ed ancora, vorrebbero imporre ognuno un proprio nome alla guida del partito coriglianese. E per tale via si starebbe consumando già qualche “vendetta trasversale” tra i due. Qualcuno invocherebbe infatti la sostituzione di Aldo Algieri, vicino a Pacenza, nella veste di capogruppo in Consiglio comunale e persino le dimissioni di qualche consigliere eletto. “Screditare” Algieri sarebbe la parola d’ordine nella corrente facente capo a Genova. Già, dal momento che da quella parte si teme che proprio la figura del capogruppo consiliare, già candidato-sindaco alle comunali di quasi un anno fa, potrebbe essere individuata come la giusta “sintesi politica” per la delicatissima fase di transizione post-sconfitta in cui il Partito Democratico potrebbe far registrare una grande fuga di iscritti oltre all’emorragia elettorale che una settimana fa lo ha “dissanguato”. La contesa tra Pacenza e Genova continua imperterrita dunque. E dalle due sconquassate trincee spuntano nomi di ipotetici nuovi segretari, anche se in questa fase pre-congressuale il partito potrebbe optare per un “coordinatore” il che non cambia affatto la sostanza: proprio Pino Le Fosse “a carico” di Pacenza, Maria Salimbeni o Carlo Caravetta “a carico” di Genova. E s’andrebbe alla solita conta dei numeri dopo il solito mercato. Da altre vie spunterebbero invece i nomi di Benedetto e Simona Di Iacovo, padre e figlia. Per ogni vicolo il partito “delle tessere” avrebbe acceso già i motori. Per la futura nuova “conta”. La sconfitta alle Comunali meno d’un anno fa e quella d’una settimana fa alle Regionali ha acuito il più noto dei conflitti nella politica coriglianese e offerto pure spazio all’apertura di nuovi fronti “battaglieri”...
venerdì 2 aprile 2010
Riaperto dopo mesi il ponte che collega Terranova alla Sibaritide.
E’ stata revocata, a seguito dell’intervento della Provincia di Cosenza e del suo Ufficio Tecnico, l’ordinanza emanata dal sindaco di Terranova da Sibari per la riapertura del ponte Scafata, al km 10+100 della Strada Provinciale 252 della SS 106 bis.
Come si ricorderà, a seguito dei danni provocati dall’eccezionale ondata di maltempo e dopo l’intervento dei Vigili del Fuoco, il ponte fu interdetto al transito con un’ordinanza di Protezione civile emessa dal sindaco di Terranova da Sibari e fu avviato il progetto di consolidamento di una pila danneggiata, con risorse della Provincia di Cosenza già programmate nell’annualità 2009 del Piano Triennale degli Investimenti. Liberate le luci del ponte dal materiale legnoso trasportato dalla corrente del fiume che le aveva ostruite, posizionata la strumentazione per il monitoraggio del ponte, che trasferisce i dati relativi ad eventuali deformazioni della struttura, dopo aver effettuato le necessarie misurazioni e rilievi, l’ufficio Tecnico della Provincia di Cosenza questa mattina ha disposto la riapertura del ponte a senso unico alternato con limite di peso di 35 quintali e limite di velocità a 10 chilometri orari.
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