SIBARI VACANZE

venerdì 29 gennaio 2010

SS106/ L'INDIGNAZIONE HA PER MITTENTE LA SIBARITIDE E COME PRIMO INDIRIZZO QUELLO DI BERLUSCONI

ECCO IL TESTO DELLA MISSIVA SOTTOSCRITTA DA SINDACI E RAPPRESENTANTI SINDACALI DOPO IL PARTECIPATO INCONTRO DEI GIORNI SCORSI A VILLAPIANA, PRESENTI PURE LE ASSOCIAZIONI DEI FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA "STRADA DELLA MORTE" Al Presidente del Consiglio dei Ministri On. SILVIO BERLUSCONI - Al Ministro delle Infrastrutture e trasporti On. ALTERO MATTEOLI - All'Ufficio territoriale di Governo di Cosenza Prefetto Dott. ANTONIO REPPUCCI - Al Presidente della Regione Calabria On. AGAZIO LOIERO - Al Presidente della Provincia di Cosenza On. MARIO OLIVERIO - Alla Deputazione Parlamentare Calabrese - Agli On.li Consiglieri Regionali della Calabria Loro sedi
Villapiana, lì 26.01.2010 - Oggetto: richiesta urgente incontro per un tavolo nazionale su strada statale SS 106 – E90 (messa in sicurezza e ammodernamento).
"In data 20 gennaio 2010, Cgil Cisl Uil provinciali e territoriali , le associazioni dei familiari vittime della strada, i Sindaci dei comuni ricadenti nel territorio dello Jonio Cosentino, la Provincia, i Consiglieri regionali e provinciali, si sono incontrati a Villapiana (Cs) per affrontare congiuntamente la problematica riguardante il tratto calabrese della SS 106 ed in particolare di quello ricadente nella provincia di Cosenza (Rocca Imperiale-Cariati). Questa strada, denominata “strada della morte”, è un'arteria con una sola carreggiata a doppio senso di marcia che oltre a collegare le aree interne territoriali, è l'unica via di collegamento per il traffico delle persone e delle merci dello Jonio Calabrese con il corridoio Adriatico, con la Puglia e Sicilia e continua impietosamente a provocare incidenti mortali, tragedie e lutti. A seguito di ciò, di recente, la Procura della Repubblica di Crotone ha aperto un'inchiesta, i territori e le popolazioni sono legittimamente indignati e manifestano, da tempo, la volontà di esercitare azioni eclatanti per richiamare l’attenzione del Governo centrale sulla delicata questione, che è sintomatica di tutti i ritardi infrastrutturali cui versa la Regione Calabria, a cui va data immediata soluzione. L'assemblea richiamata del 20 gennaio u.s., che si è conclusa con la costituzione di un coordinamento permanente dei Sindaci, dei sindacati unitari e dei soggetti istituzionali e sociali, le Associazioni dei familiari vittime della strada presenti, che si sono impegnati a chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri, alla presenza degli organi istituzionali in indirizzo, a nome dell'intero territorio e delle popolazioni, l'apertura di un confronto sereno e costruttivo mediante un incontro urgente da tenersi con il Governo centrale e l' Anas al fine di individuare ogni intervento teso garantire l'immediata messa in sicurezza della strada statale SS 106 e per rimuovere gli elementi ostativi che impediscono la copertura finanziaria per l'ultimazione dell'ammodernamento e messa in sicurezza dell'intero tracciato (il mega-lotto N.3 Sibari-Roseto è in attesa del completamento finanziario del Governo così come il tratto Sibari-Cariati è in attesa del finanziamento). Nell'attesa di un Vostro gradito riscontro, porgiamo distinti saluti".

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Stage ippico a Marina di Sibari

Il Circolo Ippico della Sibaritide di contrada Salicetta a Marina di Sibari, in collaborazione con la Lega Italiana Sport Equestri, organizza, presso le proprie strutture, uno stage di due giorni, personalmente tenuto dal pluridecorato fuoriclasse Arnaldo Bologni.
Il campione emiliano, classe 1960,rappresenta uno dei massimi esponenti internazionali del salto ad ostacoli, e sin dal 1993 detta legge nelle principali competizioni maggiormente accreditate. Saranno rilasciati, ai cavalieri partecipanti , regolari attestati di partecipazione Lise, specificando negli stessi la presenza del campione sopra citato. Il momento, organizzato dal Circolo col patrocinio dei Comuni di Corigliano Calabro e di Cassano allo Jonio, di grande valenza sociale e sportiva, vuole essere, oltre che un’occasione di incontro per i tanti cavalieri interessati anche un momento per pubblicizzare e valorizzare lo sport equestre in genere. Si ricorda inoltre che nelle giornate del 30 e 31 ci saranno competizioni alle quali sarà possibile assistere. Un'occasione da non perdere per appassionati e non, un evento di grande portata per meglio diffondere la spettacolarità delle manifestazioni equestri.
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giovedì 28 gennaio 2010

"Il respiro della città" secondo il Pd

Il Partito Democratico di Castrovillari si prepara a celebrare la prima Assemblea programmatica cittadina domenica 31 gennaio prossimo alle ore 17 presso la Sala Varcasia – Parrocchia San Francesco.
Una formula voluta dal segretario del partito castrovillarese, Armando Garofalo, per dare ascolto e voce ai temi caldi della città e tramutarli, attraverso il confronto, in agenda politica da sottoporre alla classe dirigente che aspira a governare i cambiamenti del comprensorio, invece che subirli. Un obiettivo importante e impegnativo che il Pd non teme di affrontare, ma anzi, vuole con determinazione portare avanti con una serie di incontri per fare luce e dire la verità sui campi dell’economia, della crescita sociale, del lavoro, della competitività, del territorio e l’ambiente, della coesione sociale, della sanità, del welfare, della formazione e della conoscenza, della cultura e della partecipazione attiva dei cittadini alla cosa pubblica e alla vita della città. «Siamo chiamati a costruire – spiega Armando Garofalo – una proposta programmatica all’altezza delle sue responsabilità, che incontri i bisogni e le domande concrete dei cittadini. Porteremo proposte innovative per far fronte alla crisi economica che investe anche il nostro tessuto produttivo locale. Ma soprattutto cercheremo di dare ascolto a quanti vorranno dare il proprio contributo per la crescita del bene comune. Noi dobbiamo riuscire a mobilitare la nostra tradizione democratica verso questo obiettivo che può assicurarci un futuro positivo». Le assemblee programmatiche saranno una piazza di democrazia aperta a tutti coloro che vorranno partecipare per discutere e proporre, condividere e ascoltare, formare ed informare al fine di giungere ad elaborazioni di proposte sul tema trattato, che dovranno essere quanto più concrete ed operative possibili. «Con il documento che uscirà dopo le assemblee programmatiche, con le proposte che verranno accolte ed arricchite, - spiega il segretario Pd di Castrovillari – si potrà proseguire un percorso che le definirà meglio attraverso un giro di confronto con le altre forze politiche e i vari attori della società per ricevere contributi e osservazioni dal mondo delle imprese, specialmente le piccole e le medie che sono le più colpite dalla crisi finanziaria, e i lavoratori, soggetti che in questo momento rappresentano lo zenit dell’impegno del partito». Il primo appuntamento di domenica 31 gennaio sarà un po’ l’apripista di questa lunga serie di confronti sui temi caldi e portanti della città. “Il respiro della città” sarà la visione d’insieme del capoluogo del Pollino che il Pd vorrà tracciare attraverso il confronto dando voce ad un sindacalista (per i temi del lavoro), ad un operatore sociale (per gli aspetti della povertà) ad uno studente (per formazione e scuola) ed ad un’associazione di categoria (per gli aspetti dell’economia). La relazione introduttiva sarà affidata al segretario del Partito democratico Armando Garofalo, che spiegherà il percorso che il partito di Bersani vuole condurre per far ripartire la città di Castrovillari. “Ripartiamo insieme” è lo slogan che legherà i diversi appuntamenti che il partito ha in programma, proprio a voler sottolineare come la rinascita di Castrovillari il Pd vuole farla in comunione e armonia a tutti coloro che vogliono far parte di questo grande progetto, partendo dal dialogo, dal confronto, dalla proposta operativa perché diventi progetto d’insieme per una città casa di tutti i cittadini, partecipi e consapevoli che il bene si fa insieme.
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mercoledì 27 gennaio 2010

Sibari: gli autonomisti tornano "alla carica"

Il prossimo martedì 2 febbraio alle 17.30 è stato convocato presso la sede dell’associazione “Rinascita-per Sibari comune" il coordinamento regionale delle associazioni autonomiste della Calabria (Sibari, Porto Santa Venere, Le Castella e Catanzaro Marina).
All’ ordine del giorno dei lavori il punto sulla situazione delle proposte di legge istitutive per quattro nuovi comuni; valutazione della riunione della 1^ Commissione regionale del 12 gennaio scorso; elezioni Regionali 2010 e iniziative da intraprendere nei prossimi mesi per sensibilizzare la comunità calabrese sul problema delle autonomie. Interverranno alla riunione i capigruppo regionali di Italia dei Valori Maurizio Feraudo e di Rifondazione Comunista Antonino De Gaetano. "Se in qualcuno fosse sorto il minino dubbio che la giusta lotta per l’autonomia di Sibari potesse avere un ripensamento o un rallentamento questa è la prima risposta - è scritto in un comunicato - il progetto continua con sempre maggiore impegno e forza convinti, come siamo, che Sibari è destinato a diventare comune autonomo per il rilancio dell’Alto Jonio e dell’intera Sibaritide diventando volano di sviluppo per la provincia di Cosenza e per l’intera Regione Calabria".
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venerdì 22 gennaio 2010

Terranova da Sibari

Già conosciuta con il nome di Terranova del Vallo e poi di Terranova di Calabria Citra, affonda le sue radici nella civiltà magno-greca. Fondata dai superstiti di Thurii, sarebbe stata distrutta in seguito alla guerra con Croton.L'attuale nome, assunto dopo l'unità d'Italia, viene fatto derivare da quello delle due antiche città di Thurium e Sybaris, da cui Thurium Novum a Sibari (Terranova da Sibari).Sede arcivescovile, Terranova da Sibari diede alla luce tra i suoi abitanti due futuri papi, San Telesforo (famiglia originaria della Grecia e papa dal 125 al 136) e San Dionisio (che nacque a Thurio e fu pontefice dal 259 al 268).Terranova da Sibari è conosciuta per il suo castello feudale, mai restaurato, che conferisce una particolare importanza al centro storico, ricco di sei chiese storiche. Nel castello di Terranova il 21 novembre 1478, colto da malore per aver mangiato funghi rivelatisi velenosi, morì Enrico d'Aragona, figlio spurio di Ferrante d'Aragona e marchese di Gerace, la cui fine fu cantata da Joanni Maurello.

giovedì 21 gennaio 2010

Piana di Sibari

Dei vari e sorprendenti volti del Mezzogiorno d’Italia la Piana di Sibari ne chiama in causa almeno due: il volto costiero pianeggiante di origine alluvionale, un tempo paludoso e ora ricco di frutteti e orti e, per contrasto, il volto roccioso rappresentato dal Massiccio del Pollino.
Chiuso tra due promontori, Capo Spulico e Capo Trionto, che si protendono nel Mar Ionio davanti al Golfo di Taranto questo anfiteatro pianeggiante deve essere apparso agli Achei che lo colonizzarono tra il 720 e il 708 a.C. una sorta di terra promessa, specie se paragonato alle aspre montagne della loro terra d’origine. Il nome della Piana conserva, infatti, memoria della città di Sibari, la più antica, la più settentrionale e la più ricca tra le colonie della Magna Grecia in Calabria. L’insediamento, che sorgeva tra i fiumi Crati e Coscile, raggiunse nel periodo di massimo splendore (530 a.C.) una popolazione di 300.000 abitanti che ne faceva probabilmente la più grande città della penisola italiana. Influente e invidiata per le sue vie d’acqua, i suoi campi fertili e le sue miniere d’argento, tanto che sibarita divenne presto sinonimo di lussuoso e raffinato, Sibari fu però attaccata in seguito ad una crisi interna e totalmente distrutta dall’esercito della vicina Crotone capeggiato dall’atleta olimpico Milone (510 a.C.). Per precluderne qualsiasi possibilità di ripresa, racconta Erodoto, il corso del fiume Crati fu deviato fino a sommergere i resti della città: questo non riuscì tuttavia ad impedire che l’abitato risorgesse meno di un secolo dopo con il nome di Thouroi che divenne successivamente colonia romana con l’augurale denominazione di Copia (abbondanza). Le tracce di quel glorioso passato continuano a vivere oggi presso il Museo Archeologico Nazionale e l’Area Archeologica, entrambi poco lontani dal mare. Inaugurato nel 1996, il Museo della Sibaritide ospita interessanti reperti di epoca greca (vasellame, lamine d’oro, sculture e decorazioni in terracotta), ma anche materiali recuperati in tombe indigene dell’età del Ferro e manufatti di provenienza greca, fenicia ed egiziana a testimonianza degli intensi traffici marittimi dell’epoca. Sottoposta a scavi già dal XIX secolo, l’Area Archeologica posta alla confluenza dei fiumi Crati e Cosciale ha rivelato alla fine del secolo scorso l’esistenza di tre distinti settori: il Parco dei Tori, che conserva i resti di un quartiere dell’antica Sybaris, il Parco di Cavallo, che ospita terme, abitazioni e un teatro di epoca romana, e la terra di Casa Bianca, la più vicina al mare, dove sono stati riportati alla luce i resti di un antico scalo portuale. Da qui, percorrendo la statale costiera 106, si possono imboccare “felici” deviazioni per Corigliano Calabro, cittadina, dominata dalle quattro torri cilindriche del castello ducale, che chiude a sud la Piana, e per Santa Maria del Pátire e la sua chiesa del Patyrion, antico monastero posto su un colle da cui ammirare lo splendido panorama sottostante.Ci sono giorni in cui, nella Piana di Sibari, il tempo sembra essersi fermato a molti secoli fa, ai giorni delle lance achee, dei cantieri navali romani e dei remoti ambienti selvaggi ricchi di olmi frassini, salici e farnie (oggi tutelati nella Riserva naturale regionale della foce del Crati istituita nel 1990) e popolati di lupi e cinghiali, ma ce ne sono altri in cui nell’aria si respira la vitalità di una terra resa fertile da una serie di bonifiche e dall’applicazione di moderne tecniche agricole: agrumeti, vigneti, uliveti e campi di ortaggi delineano il volto produttivo di una terra che ha in Cassano Ionico uno dei centri agricoli e commerciali più importanti e vitali. Altrettanto significative la tradizione pastorale, che si perpetua fino ai limiti pedemontani della piana, e la ricchezza dei pascoli, ragioni d’essere di una rinomata produzione casearia: caciocavalli, ricotte, giuncate e butirri con il cuore di burro sono tappe imprescindibili di un viaggio alla scoperta di quest’angolo di Calabria, della sua gastronomia e della sua cultura. Così come “culturale” può considerarsi la sosta in uno dei frantoi della zona: l’olio Sibaritide, infatti, è una delle quattro menzioni geografiche della DOP “Bruzio”, l’unica in Calabria, assieme a quella di Lametia, a possedere certificazioni di origine e di qualità.

martedì 12 gennaio 2010

Itinerario Sibari - Amendolara - Roseto - Rocca Imperiale

Cosenza - svincolo per Sibari(A3: Km. 51) (min. 30)Svincolo - Sibari(SuperS. 534: Km. 22) (ore 1:00) oppure:Svincolo - Cassano-Sibari(SuperS. 534 + S. Prov.: Km. 41)* (ore 2:00)Sibari - Amendolara(S. S. 106 Radd. + S. 481: Km. 36) (ore 2:00)Amendolara - Rocca Imperiale(S. 481 + S. S. 106 Radd. + S. Prov.: Km. 28) (ore 2:00)

Si tratta di un itinerario che, unitamente a vari motivi d'interesse,presenta però lo svantaggio di toccare l'estremo limite nord-orientale della provincia di Cosenza, che è la più estesa della regione. Ciò, e la mancanza di un percorso alternativo per il ritorno a Cosenza, rendono quest'ultimo defatigante, salvo pernottamento, per cui l'itinerario è consigliabile a chi debba poi dirigersi a nord verso la Basilicata e la Puglia, o ne provenga. E' anche possibile proseguire in direzione centro-nord, riallacciandosi alla A3 tramite la SuperS. 653, ma con un ulteriore percorso mediano (Est-Centro) di circa 90 Km., dal bivio sul fiume Sinni allo svincolo di Lauria Nord. Si parte, in direzione nord, sull'A3, dalla quale si esce allo svincolo per Sibari, proseguendo sulla SuperS. 534, verso il mare Jonio. Si può deviare, prima di arrivare al bivio della S. S. 106, per Cassano, passando per Doria/Cassano stazione: una deviazione consigliabile per chi avesse tempo a disposizione, comportando un maggior percorso, fra andata e ritorno, di soli 19 Km. circa. Cassano Jonio (m. 252, ab. 18.613), già nota sin dal IX secolo a.C. come importante centro longobardo, pretesa patria di S. Eusebio papa (1309), è sede di Vescovado, la cui fondazione risale al secolo VIII. La Cattedrale, ricostruita nel XV secolo su preesistente cripta normanna, con affresco in stile bizantino "S. Biagio" (1500), ha una ricca facciata barocca (vescovo Coppola, 1795) e conserva all'interno interessanti opere marmoree dei sec. XV-XIX, tracce di affreschi del '400 e suppellettile varia: vicino, il campanile (1606). Dominano l'abitato i ruderi del castello (sec. XII), mentre nelle vicinanze sono il Santuario della Madonna della Catena (1620), con tele di Nicola Malinconico (1663-1721), seguace di Luca Giordano, la Grotta di S. Angelo dai ritrovamenti archeologici dell'età neolitica, e le Terme con sorgenti alcaline e sulfuree, molto frequentate per la cura di malattie delle vie respiratorie e dell'epidermide.
Nei pressi della Cattedrale vi è, inoltre, il Museo Diocesano, contenente dipinti, tra cui "L'Annunziata" attribuita ad Orfeo Barbalimpida (1500), sculture, parametri, pergamene, platee. Manifestazioni popolari tipiche sono la "corrida del maiale" (13 febbraio), la processione dei "varetti" (Misteri della passione di Cristo, 29 marzo), la fiera-mercato dell'artigianato e la sagra dell'uva (settembre). Ritornati sulla SuperS. 534, si procede sempre dritti verso il mare, sino a che, nei pressi della foce del Crati, si giunge nella zona di rilevante interesse archeologico dell'antica Sibari, e delle colonie di Copia e di Thurio. Sibari era stata fondata verso il 720 a.C., ed aveva raggiunto grandi dimensioni (si stendeva per alcuni chilometri), notevole rilievo politico-economico, e quell'opulenza tramandata poi in negativo dai suoi nemici, che la distrussero verso il 510 a.C. Gli scavi hanno messo in luce molti edifici abitativi, resti di templi, strade, teatri, monete, ed altre vestigia. Nella direzione dei "Laghi di Sibari" si trova il Museo Archeologico della Sibaritide, che comprende anche materiali rinvenuti nella vicina Francavilla Marittima, ed oggetti, per lo più ragguardevoli, provenienti dagli scavi stessi (moltissimi altri sono ancora da inventariare e restaurare). Continuando a nord sulla S. S. 106, si arriva, deviando per la S. 481, ad Amendolara (m. 237, ab. 3.053), l'arcaica Ad Vicesimun, stazione sulla via consolare jonica, ma di origine ben più remota, come comprovano i rapporti con la colonia greca di Sibari e le numerose scoperte archeologiche (necropoli e città pre-elleniche, elleniche, romane, e vestigia bizantine). Nel centro, che ha dato i natali al letterato Pomponio Leto (sec. XV), Chiesa della Matrice (sec. XV) con portale degno di interesse, fonte battesimale, croce processionale coeva di produzione calabra; resti del castello normanno, e di numerose chiesette bizantine (S. Maria della Lista, oggi detta "Cappella dell'Annunziata", S. Giuseppe, ed altre, con affreschi del '500). Da segnalare, anche, il Museo archeologico dovuto alla passione di un privato, il dr. Laviola, che è stato pure il principale artefice delle numerose scoperte di reperti storici e che raccoglie oggetti delle età del bronzo e del ferro, greco-arcaici, romani, bizantini, coprendo un arco di tempo di oltre sette secoli. Ancora più a nord, la S. S. 106 passa per la marina di Roseto Capo Spulico (m. 210, ab. 1.743), dove, su una roccia sul mare, svetta l'agile sagoma del castello svevo, che segnava nel secolo XIII il limite della "Porta Roseti", e che finalmente è in corso di restauro ad opera di una società privata che lo ha acquistato, sottraendolo...all'incuria pubblica. Interessanti, anche, gli avanzi della cinta fortificata dell'abitato più a monte, mentre pochi chilometri più a sud è la cosidetta Torre spaccata di capo Spulico ed altre ancora si trovano lungo il litorale. Si arriva, infine, a soli quattro chilometri dall'estremo confine della provincia (e della Regione), a Rocca Imperiale (m. 198, ab. 3.433). In cima all'abitato, che ne porta il nome, il vasto castello (recentemente acquistato dal Comune) di impianto svevo ma molto rimaneggiato in epoca aragonese e poi nel Viceregno spagnolo, e che conserva numerosi, notevoli, ambienti. Nel duomo, campanile forse del XIII secolo, con bifore di tipo normanno e, all'interno, il corposo fastigio ligneo di polittico del sec. XVII. Le attuali tele sono dovute al Sampietro (sec. XX).

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