SIBARI VACANZE

martedì 12 gennaio 2010

Itinerario Sibari - Amendolara - Roseto - Rocca Imperiale

Cosenza - svincolo per Sibari(A3: Km. 51) (min. 30)Svincolo - Sibari(SuperS. 534: Km. 22) (ore 1:00) oppure:Svincolo - Cassano-Sibari(SuperS. 534 + S. Prov.: Km. 41)* (ore 2:00)Sibari - Amendolara(S. S. 106 Radd. + S. 481: Km. 36) (ore 2:00)Amendolara - Rocca Imperiale(S. 481 + S. S. 106 Radd. + S. Prov.: Km. 28) (ore 2:00)

Si tratta di un itinerario che, unitamente a vari motivi d'interesse,presenta però lo svantaggio di toccare l'estremo limite nord-orientale della provincia di Cosenza, che è la più estesa della regione. Ciò, e la mancanza di un percorso alternativo per il ritorno a Cosenza, rendono quest'ultimo defatigante, salvo pernottamento, per cui l'itinerario è consigliabile a chi debba poi dirigersi a nord verso la Basilicata e la Puglia, o ne provenga. E' anche possibile proseguire in direzione centro-nord, riallacciandosi alla A3 tramite la SuperS. 653, ma con un ulteriore percorso mediano (Est-Centro) di circa 90 Km., dal bivio sul fiume Sinni allo svincolo di Lauria Nord. Si parte, in direzione nord, sull'A3, dalla quale si esce allo svincolo per Sibari, proseguendo sulla SuperS. 534, verso il mare Jonio. Si può deviare, prima di arrivare al bivio della S. S. 106, per Cassano, passando per Doria/Cassano stazione: una deviazione consigliabile per chi avesse tempo a disposizione, comportando un maggior percorso, fra andata e ritorno, di soli 19 Km. circa. Cassano Jonio (m. 252, ab. 18.613), già nota sin dal IX secolo a.C. come importante centro longobardo, pretesa patria di S. Eusebio papa (1309), è sede di Vescovado, la cui fondazione risale al secolo VIII. La Cattedrale, ricostruita nel XV secolo su preesistente cripta normanna, con affresco in stile bizantino "S. Biagio" (1500), ha una ricca facciata barocca (vescovo Coppola, 1795) e conserva all'interno interessanti opere marmoree dei sec. XV-XIX, tracce di affreschi del '400 e suppellettile varia: vicino, il campanile (1606). Dominano l'abitato i ruderi del castello (sec. XII), mentre nelle vicinanze sono il Santuario della Madonna della Catena (1620), con tele di Nicola Malinconico (1663-1721), seguace di Luca Giordano, la Grotta di S. Angelo dai ritrovamenti archeologici dell'età neolitica, e le Terme con sorgenti alcaline e sulfuree, molto frequentate per la cura di malattie delle vie respiratorie e dell'epidermide.
Nei pressi della Cattedrale vi è, inoltre, il Museo Diocesano, contenente dipinti, tra cui "L'Annunziata" attribuita ad Orfeo Barbalimpida (1500), sculture, parametri, pergamene, platee. Manifestazioni popolari tipiche sono la "corrida del maiale" (13 febbraio), la processione dei "varetti" (Misteri della passione di Cristo, 29 marzo), la fiera-mercato dell'artigianato e la sagra dell'uva (settembre). Ritornati sulla SuperS. 534, si procede sempre dritti verso il mare, sino a che, nei pressi della foce del Crati, si giunge nella zona di rilevante interesse archeologico dell'antica Sibari, e delle colonie di Copia e di Thurio. Sibari era stata fondata verso il 720 a.C., ed aveva raggiunto grandi dimensioni (si stendeva per alcuni chilometri), notevole rilievo politico-economico, e quell'opulenza tramandata poi in negativo dai suoi nemici, che la distrussero verso il 510 a.C. Gli scavi hanno messo in luce molti edifici abitativi, resti di templi, strade, teatri, monete, ed altre vestigia. Nella direzione dei "Laghi di Sibari" si trova il Museo Archeologico della Sibaritide, che comprende anche materiali rinvenuti nella vicina Francavilla Marittima, ed oggetti, per lo più ragguardevoli, provenienti dagli scavi stessi (moltissimi altri sono ancora da inventariare e restaurare). Continuando a nord sulla S. S. 106, si arriva, deviando per la S. 481, ad Amendolara (m. 237, ab. 3.053), l'arcaica Ad Vicesimun, stazione sulla via consolare jonica, ma di origine ben più remota, come comprovano i rapporti con la colonia greca di Sibari e le numerose scoperte archeologiche (necropoli e città pre-elleniche, elleniche, romane, e vestigia bizantine). Nel centro, che ha dato i natali al letterato Pomponio Leto (sec. XV), Chiesa della Matrice (sec. XV) con portale degno di interesse, fonte battesimale, croce processionale coeva di produzione calabra; resti del castello normanno, e di numerose chiesette bizantine (S. Maria della Lista, oggi detta "Cappella dell'Annunziata", S. Giuseppe, ed altre, con affreschi del '500). Da segnalare, anche, il Museo archeologico dovuto alla passione di un privato, il dr. Laviola, che è stato pure il principale artefice delle numerose scoperte di reperti storici e che raccoglie oggetti delle età del bronzo e del ferro, greco-arcaici, romani, bizantini, coprendo un arco di tempo di oltre sette secoli. Ancora più a nord, la S. S. 106 passa per la marina di Roseto Capo Spulico (m. 210, ab. 1.743), dove, su una roccia sul mare, svetta l'agile sagoma del castello svevo, che segnava nel secolo XIII il limite della "Porta Roseti", e che finalmente è in corso di restauro ad opera di una società privata che lo ha acquistato, sottraendolo...all'incuria pubblica. Interessanti, anche, gli avanzi della cinta fortificata dell'abitato più a monte, mentre pochi chilometri più a sud è la cosidetta Torre spaccata di capo Spulico ed altre ancora si trovano lungo il litorale. Si arriva, infine, a soli quattro chilometri dall'estremo confine della provincia (e della Regione), a Rocca Imperiale (m. 198, ab. 3.433). In cima all'abitato, che ne porta il nome, il vasto castello (recentemente acquistato dal Comune) di impianto svevo ma molto rimaneggiato in epoca aragonese e poi nel Viceregno spagnolo, e che conserva numerosi, notevoli, ambienti. Nel duomo, campanile forse del XIII secolo, con bifore di tipo normanno e, all'interno, il corposo fastigio ligneo di polittico del sec. XVII. Le attuali tele sono dovute al Sampietro (sec. XX).

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