Riteniamo che, al di là delle responsabilità individuali delle quali siamo certi che la magistratura si farà carico di appurare e punire, questo episodio sia il frutto di un clima di ostilità, sospetto e discriminazione che da un anno a questa parte aleggia nella nostra città. Tanto più riteniamo grave questo episodio poiché simbolicamente richiama i metodi del Ku Klux Klan nelle incursioni contro i “negri” ai quali per monito venivano incendiate le abitazioni. Riteniamo che se si continua a rimanere indifferenti alla situazione d’intolleranza che si sta fomentando nella nostra città, ci si rende responsabili delle conseguenze drammatiche che di questo passo corriamo il rischio di dover fronteggiare in termini di sicurezza pubblica e tenuta sociale. Invitiamo a riprendere con le comunità di stranieri presenti a Corigliano il clima di dialogo e collaborazione che negli anni scorsi ha fatto della nostra città un esempio e un laboratorio di solidarietà e integrazione. Ci appelliamo alle forze politiche e sociali, particolarmente a quelle che, pur avendo a livello nazionale una tradizione di moderazione e solidarietà, si vedono costrette nella nostra città a dover sostenere politiche discutibili, discriminatorie e di mera parata, a farsi carico di una problematica che non si può eludere né ascrivere a semplice problema di pubblica sicurezza da affrontare in termini repressivi. Ci rivolgiamo all’arcivescovo di Rossano Mons. Santo Marcianò che, sappiamo molto sensibile a questi temi e che sta producendo una lodevole attività solidaristica, affinché faccia sentire ancora più forte la sua voce. Ci aspettiamo, in futuro, almeno che la stessa indignazione che si riserva a qualche scazzottata fra immigrati la si riservi per le rapine, per le quotidiane e continue vessazioni e intimidazioni nei confronti delle nostre aziende e per i tanti atti di violenza e prevaricazione che quotidianamente si consumano nelle strade cittadine nell’indifferenza più completa. Abbiamo atteso prima di rendere pubblica la nostra indignazione affinché la nostra non apparisse la solita difesa d’ufficio dei soliti sostenitori degli immigrati. Ma in quanto organizzazione iscritta al “Registro Nazionale delle associazioni ed enti legittimati ad agire in giudizio in nome, per conto o a sostegno del soggetto passivo di discriminazione basata su motivi razziali o etnici” in futuro non esiteremo a far valere questa nostra prerogativa laddove lo riterremo necessario".
venerdì 7 maggio 2010
Sconcerto e condanna per l'ultimo episodio di violenza razzista
"L’episodio di gratuita violenza subito nei giorni scorsi da due cittadini stranieri non comunitari ai quali è stato incendiato il loro alloggio di fortuna è un atto degno del più spregevole razzismo che va condannato con forza, senza mezzi termini, e provocare l’indignazione di tutti i coriglianesi che non possono e non devono farsi rappresentare da azioni simili.
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